Timber Wave
31
Ago

Timber Wave

Bella e ambiziosa, l’installazione Timber Wave ha accolto i visitatori del Victoria and Albert Museum durante il London Design Festival del 2011, ospitato per il terzo anno dallo stesso museo britannico. L’onda è stata creata per dare visibilità al Festival e ha incorniciato l’ingresso principale del Museo, offrendo, con la sua presenza, scorci e viste sempre differenti. Frutto di una collaborazione tra AHEC (American Hardwood Export Council), Amanda Levete Architects, Arup e Cowley Timberwork, l’opera introduce nuove idee e tecniche sull’utilizzo del legno di latifoglia, quercia rossa americana in questo caso, come materiale strutturale, spingendo quasi al limite le potenzialità del design e dell’ingegneria. Una struttura complessa generata a partire da piccoli elementi in legno uniti in una sequenza di strutture triangolari che si avvolgono a spirale e risultato di un fitto dialogo tra architetti e ingegneri per far armonicamente convivere necessità tecniche e formali.

La struttura in legno della Timber Wave, massiccia e sinuosa allo stesso tempo, è un’opera speciale: possiamo definirla un virtuosismo architettonico, una sperimentazione delle potenzialità della progettazione con il legno e anche una vetrina dell’essenza legnosa utilizzata, la quercia rossa americana, molto abbondante nel continente nord americano, ma poco utilizzata in Europa. L’idea architettonica che sta alla base dell’installazione trova origine nella volontà di generare una struttura complessa attraverso la ripetizione di un elemento semplice, oltre che dimostrare le proprietà tecniche e concettuali del materiale legno e offrire visuali diverse ai passanti. Pensata, infatti, per poggiare sulle scale dell’ingresso principale del Museo e diventata con i suoi 12,5 metri di altezza il simbolo del London Design Festival, la Timber Wave è una struttura costituita da piccoli elementi in legno che creano uno schema chiaro e ripetitivo, pur non immediatamente intellegibile. L’opera si compone essenzialmente di traverse e corde, che gli architetti hanno deciso di curvare allo scopo di realizzare un elemento che è assimilabile alla progettazione di un ponte, piuttosto che a una costruzione in cui la struttura rimane nascosta. Essa è frutto di un’intensa collaborazione e di un fitto scambio di idee tra architetti e ingegneri: a ogni cambiamento di forma è corrisposto un nuovo calcolo statico, atto a verificarne la stabilità, e nuovi sistemi di giunzione, che hanno consentito di raccordare i componenti, standardizzati in termini di spessori degli elementi e di curvature, visto che sarebbe stato impossibile differenziare ogni singola parte e ogni connessione. I collegamenti tra le parti sono stati realizzati utilizzando la minor quantità possibile di acciaio per mantenere chiara, integra e pulita la struttura lignea.

La progettazione
La storia del progetto della Timber Wave può essere fatta risalire al 1998, quando Sir Michael Hopkins decise di usare la quercia bianca americana per il tetto della grande corte interna della Portcullis House. Fino ad allora la quercia era stata raramente utilizzata come materiale strutturale in Europa e lo studio Arup, che seguì la statica dell’intero progetto, decise di intraprendere un programma di test e collaudi del materiale in scala 1:1; le prove dimostrarono che la quercia bianca possedeva una resistenza doppia rispetto ai legni dolci normalmente utilizzati all’epoca in edilizia, permettendo così ad Arup di usare nell’edificio travi con spessori di 200 mm per 20 m di campata. Questi risultati spinsero l’AHEC (American Hardwood Export Council), che promuove a livello internazionale l’uso del legno di latifoglia americana, a testare le potenzialità strutturali di altre specie legnose quali il tulipifero, il frassino americano e la quercia rossa americana e quest’ultima, pur avendo minore densità, dimostrò di essere più resistente della quercia bianca.

⇒ l’approfondimento (a cura di AL_A, Arup, AHEC, Cowley Timberwork) continua sul numero 9 di legnoarchitettura