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padiglione legno cucito
1
Ago

Un padiglione di legno cucito

Come è ormai tradizione da qualche anno, l’Institute for Computational Design (ICD) e l’Institute of Building Structures and Structural Design (ITKE) dell’Università di Stoccarda hanno realizzato, nello scorso aprile, un nuovo padiglione di ricerca che, questa volta, impiega la cucitura per l’assemblaggio e l’unione degli elementi lignei tridimensionali. Dimostra così come tecniche tessili e processi di fabbricazione robotizzati possano essere combinati e utilizzati in strutture leggere, in questo caso costituite da gusci a placche ispirati a un particolare riccio di mare. Il padiglione si inserisce nella serie di prototipi dell’Università di Stoccarda, che indagano le nuove possibilità delle tecniche di progettazione, di simulazione e di realizzazione su base computerizzata applicate all’architettura. Il progetto è stato sviluppato e realizzato da ricercatori e studenti in un team interdisciplinare composto da architetti e ingegneri nonché biologi e paleontologi dell’Università di Tubinga.

Può un dollaro della sabbia (che appartiene alla famiglia dei ricci di mare) essere il giusto riferimento formale e costruttivo per un padiglione? E può una macchina da cucire essere il macchinario giusto per collegare tra di loro dei pannelli di legno? Pare proprio di sì, visto che l’Institute for Computational design (ICD) e l’Institute of Building Structures and Structural Design dell’Università di Stoccarda l’hanno fatto per il Padiglione di Ricerca 2015/16, studiando se e come fosse possibile combinare metodi di realizzazione robotizzata e tessile che hanno trovato poi applicazione in una costruzione leggera a guscio a placche. Punto di partenza per lo sviluppo del padiglione è stata l’indagine bionica di elementi strutturali a guscio suddivisi per placche così come si presentano in natura (grazie alla collaborazione di due dipartimenti dell’Università tedesca di Tubinga), a cui è seguito uno studio sull’applicazione di metodi di realizzazione robotizzati di ultima generazione in cui impiegare la cucitura industriale, in questo caso di sottili pannelli di compensato di faggio. L’Università aveva già studiato i ricci di mare per sviluppare metodi di costruzioni in legno a pannelli per un padiglione “a placche” nel 2011 e un padiglione espositivo realizzato in pannelli di compensato nel 2014.

Indagini bioniche e biomimetiche preliminari
Il progetto del padiglione si basa sull’analisi della morfologia che costituisce il guscio del “dollaro della sabbia”, una sottospecie del riccio di mare. Precedenti indagini effettuate dai partner dell’Università di Tubinga avevano già portato alla trasposizione di principi costruttivi bionici in placche “architettoniche” realizzate con pannelli di legno uniti da giunzioni a incastro. Dal gruppo degli Echinodermata (un phylum di deuterostomi marini) sono state scelte due specie della classe degli Echinoidea (ricci di mare) e dell’ordine dei Clypeasteroida (tra cui il dollaro della sabbia), che sembravano particolarmente adatte per la trasposizione tecnico-architettonica di principi morfologici e procedurali di crescita. Le immagini ottenute con un microscopio a scansione elettronica di diverse specie di ricci di mare e di dollari della sabbia hanno permesso di comprendere meglio le loro complesse strutture interne, mettendo in evidenza che le congiunzioni tra le placche del guscio di questo animale sono costituite non solo da incastri tipo code di rondine ma anche da ulteriori collegamenti fibrosi. Si è supposto che questi collegamenti elastici abbiano la funzione di garantire l’integrità del guscio del dollaro della sabbia durante il processo di crescita e a protezione dalle forze esterne. Da tali considerazioni si è evinto, dunque, che la capacità di resistenza del guscio del dollaro della sabbia si basa anche sulla differenziazione delle caratteristiche dei materiali all’interno della sua struttura a due strati…

⇒ l’approfondimento continua sul numero 24 di legnoarchitettura

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