ELISABETH & HELMUT UHL FOUNDATION

Laives (BZ)
10
Lug

Una fondazione in Alto Adige

Grazie a un concorso internazionale, a cui hanno partecipato 15 team di architetti provenienti dall’Italia, Svizzera, Austria e Germania, è stato possibile realizzare la nuova sede della fondazione Elisabeth e Helmut Uhl (Elisabeth und Helmut Uhl Stiftung), il cui scopo è la promozione dell’innovazione nella società attraverso le arti e le scienze.

Situato sul declivio di una montagna, il progetto vincitore ha voluto mantenere inalterato l’ambiente circostante, ricalcando planimetricamente l’impianto di due vecchi edifici preesistenti, un fienile e una casa diroccati di cui sono stati riutilizzati anche alcuni materiali; l’edificio si caratterizza per i volumi frastagliati del livello superiore che comprendono una mensa identificabile dal rivestimento in scandole di legno, una serra di vetro che ospita le attività di ricerca e la grande terrazza.

Al di sotto una struttura a due piani molto compatta accoglie le camere e gli spazi per gli incontri/eventi, mentre un piccolo fabbricato adiacente è destinato a residenza. Una scala, illuminata dall’alto da un grande lucernario dalla forma trapezoidale a livello della terrazza, taglia in due l’edificio della Fondazione offrendo viste sul paesaggio circostante, sull’intera valle sottostante o sulle montagne alle spalle, grazie alle larghe aperture vetrate.

Aderendo alle tradizioni locali, il complesso è realizzato con un sistema strutturale in legno massiccio privo di colle e chiodi e i materiali utilizzati si richiamano alla storia e alla cultura del luogo: si sono usati larice tagliato a mano per le scandole così da permettere alle fibre del legno di rimanere intatte, intonaco a calce tipico degli edifici rurali della zona e pietra presente nelle chiese e nei castelli della valle.

Classificato CasaClima A, l’edificio possiede un sistema meccanizzato che consente di controllare le imposte scorrevoli delle grandi aperture al piano superiore, da azionarsi azionate singolarmente o tutte assieme contemporaneamente, e si distingue per la mancanza di un impianto di ventilazione controllata interna, a cui si sopperisce usando l’aria calda generata dal volume vetrato della serra che funge da zona buffer. Una cisterna da 20.000 l, alimentata dal solare termico e da una caldaia a biomassa, produce l’acqua necessaria al riscaldamento radiante.

foto | © Laura Egger

⇒ il progetto completo è pubblicato sul numero 18 di legnoarchitettura