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CENF

Formentera (E)
1
Lug

Centro per sport acquatici

Con la sua importante posizione geografica che segna il confine tra l’area urbana, il Mar Mediterraneo e il lago di acqua salata che fa parte del parco Naturale di Ses Salines, il porto di La Savina è il principale punto di accesso all’isola di Formentera. Lo specchio d’acqua Estany des Peix veniva infatti tradizionalmente usato come rada naturale per ancorare le piccole barche da pesca che qui trovavano protezione dal mare aperto e, qualche anno fa, è stato considerato dall’amministrazione dell’isola il luogo adatto a ospitare la Scuola di Vela come pure altre attività nautiche.

Il Centro per gli sport acquatici di Formentera (CENF) ha trovato dunque la sua nuova collocazione all’incrocio di due strade – il Passatge Balandra e la Carrer de s’Almadrava – il cui allineamento viene seguito dai due bassi fabbricati in legno che compongono l’edificio. Le due strutture si caratterizzano per un programma funzionale differente, una separazione tra teoria e pratica, con le classi e gli uffici ospitati in un corpo e con i laboratori e gli spogliatoi presenti nell’altro.

Orientati secondo le direttrici nord-est e nord-ovest, i volumi sui fronti viari appaiono per lo più opachi, massicci e piatti mentre, sul lato sud, si aprono su una larga piattaforma che riconnette la dualità dello schema compositivo, spingendosi da un lato per diversi metri nell’acqua a dar vita a un piccolo molo. Un reticolo obliquo corona le due architetture, apportando profondità, proteggendo gli interni dall’incidenza dei raggi solari diretti e creando un’area relax ombreggiata e riparata da grandi vele bianche fissate alle travi sovrastanti.

L’ingresso al Centro, posto all’intersezione delle due strade, è segnato da un vuoto che, come un cono ottico creato dai due fabbricati, offre scorci di panorami sempre diversi sull’acqua e sulle barche. Rispettando i criteri bioedili e le tradizioni costruttive, l’edificio è stato realizzato solo con materiali naturali, senza PVC o sostanze sintetiche potenzialmente dannose per l’ecosistema dell’isola e tutto ciò si è tradotto in involucri igroscopici, permeabili al vapore acqueo ed efficienti dal punto di vista energetico, mantenendo così gli ambienti interni sani.

foto | Marià Castelló Martínez

⇒ il progetto completo è pubblicato sul numero 36 di legnoarchitettura