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HOTEL CAMPZERO

Champoluc – Ayas (AO)
5
Lug

In vacanza sulle Alpi

Una nuova struttura alberghiera per gli amanti della montagna, dello sport e del benessere sorge a poche centinaia di metri dall’abitato di Champoluc nell’alta valle d’Ayas ai margini di un bosco. CampZero – questo il nome dell’hotel – accoglie 30 camere di diversa tipologia articolate su due livelli, una piscina, un’area benessere, la sala fitness, la palestra di arrampicata indoor e, d’inverno, una vera e propria cascata di ghiaccio realizzata su una parete esterna dell’edificio da scalarsi in piolet traction.

Rielaborando uno schema insediativo rurale alpino, i progettisti hanno ideato un’architettura perfettamente inserita nell’ambiente, dove il relativamente poco costruito è caratterizzato da fabbricati tradizionali di modesta estensione. In questo contesto il piano terreno dell’albergo, delimitato interamente da superfici vetrate, si colloca sotto una piastra con tetto verde e forma a Y, confinata da un nastro in acciaio cor-ten, il quale si raccorda al terreno alle tre estremità, sfruttando la morfologia del sito che degrada verso il torrente Evançon.

La piastra è interrotta da un “masso” in cemento armato sul quale convergono i tre blocchi delle camere, ciascuno composto da un’aggregazione di 10 piccoli volumi in legno con coperture metalliche a falda unica diversamente orientate. È stato così possibile creare un edificio dallo skyline discontinuo che non cancella il margine tra i prati e il bosco ma che riprende il programma compositivo, seppure con qualche licenza, tipico di alcuni insediamenti montani articolati intorno a massi erratici ai quali venivano addossate le abitazioni.

Il masso, che rappresenta il fulcro funzionale e compositivo e che ospita i collegamenti verticali e la grande sala boulder perfettamente integrata nella hall, è interamente realizzato in cemento armato, con geometrie, texture e pigmentazione colorata che ricordano quelli delle rocce naturali. Il risultato finale vede un organismo costruito i cui volumi si integrano nel paesaggio grazie all’accostamento di oggetti relativamente tradizionali (i volumi delle camere) e di forme più naturali (il masso), alla collocazione delle parti comuni in strutture quasi ipogee (sotto la piastra dalla copertura verde) e all’utilizzo di pochi materiali cromaticamente coerenti con l’ambiente naturale.

foto | Dario Fusaro

⇒ il progetto completo è pubblicato sul numero 36 di legnoarchitettura