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COURAGE TO THE GAP

Innsbruck (A)
19
Feb

Come riempire un vuoto urbano

Un lotto in un quartiere di Innsbruck, circondato da edifici governativi, un supermercato, una vecchia fabbrica e villette con giardini, è il luogo da cui è partita la progettazione dell’inusuale residenza bifamiliare dall’evocativo nome “Courage to the Gap” (“Mut zur Lücke” in tedesco), ovvero il coraggio per il salto, il vuoto, la breccia. Perché, al di là dei vincoli fisici imposti dalla condizione al contorno (accesso stretto, profondità di solo una dozzina di metri, edifici vari ecc.), stando al vigente piano regolatore cittadino, l’area non era assolutamente edificabile.

Eppure, dopo anni passati alla ricerca di un terreno in città che facesse al caso loro, le due coppie di committenti, tra cui l’architetto Barbara Poberschnigg di Studio LOiS, non hanno voluto lasciarsi sfuggire la possibilità di realizzare la casa dei loro sogni. Una scelta coraggiosa perché quella contro i parametri edificatori vigenti è stata una vera e propria corsa a ostacoli ma al contempo anche una sfida intellettuale che ha forse generato indirettamente la struttura. Il risultato è un edificio compatto realizzato totalmente in elementi prefabbricati massicci in legno che, con il suo tetto asimmetrico e la facciata scura che si sviluppa senza soluzione di continuità sino alla copertura, si inserisce nell’unico vuoto di soli 400 m2 presente nel quartiere.

Il volume costruito è continuamente modellato da pieghe, sporgenze e rientranze così da non apparire rigidamente monolitico ma da rendere distinguibili le due piccole case che, stagliate contro la catena montuosa della Nordkette, sembrano riprenderne i contorni. Le due unità presentano una disposizione in pianta concettualmente simile ma non uguale. All’interno, la gerarchia delle funzioni, nonostante l’ingresso al piano terra, prevede in realtà a questo livello la zona notte (camera, bagno e spazi accessori), mentre la cucina e il living si sviluppano al primo piano con un open space che, nella parte dedicata al soggiorno, diventa a doppia altezza.

Salendo ancora due brevi rampe di scale, il living si trasforma in un piano pensato come zona lavoro che si affaccia, con una trasparente balaustra in vetro, sull’area soggiorno sottostante. Una terrazza comunicante al primo piano, rivolta a nord, permette agli abitanti di rimanere in contatto, pur preservando la privacy di ognuno.

foto | David Schreyer

⇒ il progetto completo è pubblicato sul numero 38 di legnoarchitettura