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KORKENZIEHER HAUS

Berlino (D)
18
Feb

Sughero e legno per una casa di città

La traduzione italiana del nome di questa villa del quartiere berlinese di Staaken, “Casa Cavatappi”, potrebbe lasciare perplesso il lettore, anche se un innegabile collegamento – concettuale e tattile – con apribottiglie e sughero c’è. Quest’ultimo è, infatti, il biglietto da visita dell’edificio, lo riveste interamente, e il concetto di spirale, su cui si basa appunto il funzionamento di un cavatappi, è il modello che ispira e caratterizza la distribuzione interna della casa. Lo studio berlinese incaricato della progettazione, rundzwei Architekten, ha dovuto affrontare diverse sfide.

La prima riguardava questioni normative: in base al piano regolatore cittadino, su quel lotto era consentita la costruzione di un solo piano fuori terra, che alla committenza però non sarebbe bastato. Gli architetti hanno trovato quindi una soluzione: spostare una parte della casa… sottoterra. Da qui, dove si trovano la camera da letto padronale con affaccio diretto su una piscina esterna e spazi accessori come il bagno di pertinenza e il guardaroba nonché sauna e centrale tecnica, con pochi gradini si raggiungono la zona living, la cucina e l’area pranzo.

L’entrata alla residenza è collocata ancora un poco più sopra; da quel livello bisogna scendere per andare in soggiorno e cucina ma occorre salire per arrivare agli ambienti superiori che si sviluppano, sfalsandosi, attorno alla scenografica scala centrale in X-lam. Un’interpretazione creativa delle norme di pianificazione locali, che ha massimizzato la superficie lorda abitabile fino a 320 m2. Una delle richieste fondamentali della committenza prevedeva l’impiego di materiali e tecniche sostenibili e naturali. Motivo per cui, per fondazioni e piano interrato, sono stati impiegati muri in cemento armato rivestiti con calcestruzzo costipato a mano mentre tutto ciò che fuoriesce dal terreno ha una struttura a telaio di legno realizzata in opera e rivestita esternamente con pannelli di sughero.

Questi ultimi derivano direttamente dalla lavorazione del prodotto di scarto dell’industria dei tappi per bottiglie e, oltre a svolgere una funzione pratica di isolamento termico e acustico, sono diventati il tratto estetico distintivo. L’abitazione, infine, che ha raggiunto lo standard tedesco KfW 55, non necessita di un impianto di ventilazione e, grazie a un sistema di accumulo stratificato, supportato dai pannelli FV integrati nel tetto, è quasi autosufficiente per quel che riguarda il fabbisogno di calore mentre la produzione di ACS è garantita da pannelli solari termici installati sulla tettoia per le auto.

foto | Gui Rebelo architecture photography

⇒ il progetto completo è pubblicato sul numero 38 di legnoarchitettura